Haiti mi è rimasta addosso

Ho conosciuto ASCS un po’ per caso sul finire dei miei studi universitari. Ero alla ricerca di un’associazione che desse la possibilità di vivere in prima persona la cooperazione internazionale e che mi facesse fare un’esperienza all’estero.

Ho trovato Emanuele e padre Beniamino ad accogliermi, a presentarmi l’associazione ad aprirmi il mondo su cosa vuol dire andare in un altro paese… e così sono partita con una compagna di università, e soprattutto di viaggio, per Haiti, era il 2012!

Ma Haiti mi è rimasta addosso con i suoi colori, odori, entusiasmi e paure, confusione e progetti.

Al rientro non sono riuscita ad abbandonare l’idea di ripartire, di provare a vivere una nuova esperienza che mi desse la possibilità di stare più a lungo ed entrare di più nella vita del paese che mi avrebbe accolto.

Così con Simone, mio attuale marito, abbiamo iniziato a cercare un progetto che potesse farci vivere un’esperienza di missione.

ASCS ci ha sorpreso ancora una volta e ci ha coinvolto in un progetto che padre Beniamino scriveva da un po’ e nel quale ASCS credeva.

Ci hanno proposto di partire ancora per Haiti, per un anno per seguire il progetto di un centro comunitario vicino alla missione scalabriniana di Port-au-Prince.

Era luglio 2013 quando abbiamo messo piede ad Haiti per un primo sopralluogo e far conoscere a Simone il paese… quando il caldo soffocante ci ha avvolto e l’odore di bruciato è entrato nelle narici la prima reazione è stata “ma chi ce l’ha fatto fare?!”

Ma nonostante il caldo, le zanzare, le strade piene di buche e gli haitiani molto diffidenti, il 2014 è arrivato e siamo partiti!

E’ stato un viaggio, è stato un cammino di crescita, di progetti, di sconfitte, di difficoltà, di gioie, di incontri, di scambi, di sguardi nuovi sulla vita…

Haiti è stata tutto questo e forse qualcosa di più che nemmeno oggi a distanza di anni so davvero spiegare, ma è qualcosa che resta dentro e non ti puoi togliere di dosso.

Siamo partiti carichi di progetti e obiettivi e ci siamo ritrovati a smontarli pezzo pezzo e ricostruirli pian piano. Abbiamo scoperto che il nostro fare doveva prima incontrare i pensieri e i punti di vista delle persone.

L’incontro e lo scambio con gli haitiani ci ha fatto cambiare le prospettive, rivedere le priorità, modellare il nostro modo di fare. L’incontro con l’altro ti cambia sempre… ci ha portato a interrogarci.

Conquistare la fiducia è stata dura e in questo conoscere la lingua ci ha permesso di essere meno “moun blan”, cioè persona bianca, persona straniera.

Il centro comunitario “Kay Beniamino” è nato pian piano così come pian piano siamo rinati noi. Abbiamo provato a gettare piccoli semi per dare nuove prospettive, soprattutto ai giovani, rispetto all’ingaggio in una comunità, in un progetto. Purtroppo la precarietà della vita ad Haiti rende tutto molto difficile.

Ci sarebbero potenzialità enormi a livello umano e materiale, ma quando a una persona manca la garanzia di beni primari nella vita di tutti i giorni qualsiasi altra prospettiva cade in secondo piano.

La speranza e l’augurio è che lo scambio che c’è stato e l’incontro e le esperienze vissute possano aver dato spunti per sognare un futuro un po’ diverso, sguardi nuovi con cui guardare la realtà. Così come lo è stato per noi.

Sono Federica, sono una mamma di 3 bambine, sono moglie, sono un insegnante di italiano a stranieri e sono una donna che si porta dentro un piccolo bagaglio di vita haitiana che nessuno potrà mai togliermi e che mi ha dato la possibilità di sentirmi straniera, spaesata, senza punti di riferimento, senza capire una parola. E di tutto questo faccio tesoro ogni giorno quando incontro gli stranieri che vengono alla ricerca di un corso di italiano, di un appiglio per poter ripartire con la loro vita qui.

ASCS è stata un punto di partenza bellissimo per la mia vita, penso che mi abbia fatto diventare grande e guardo a lei sempre con affetto ed estrema ammirazione per quello che continua a fare qui e nel mondo.

Il mio augurio è che possa sempre essere promotrice di progetti belli e importanti, spunto di riflessione sulla realtà migratoria italiana e nel mondo, luogo di incontro e scambio di persone portatrici di molteplici culture.

Mi auguro che molti altri giovani abbiano l’occasione di incontrarla e di vivere esperienze di formazione e di vita così come lo è stato per me.

Grazie al supporto dei nostri operatori, volontari e donatori in questi 20 anni abbiamo costruito molto. Anche tu puoi fare la differenza.

2024-04-22T13:12:41+02:0022 Aprile 2024|
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