#WeCareForUkraine – Aggiornamenti Aprile 2022

La situazione in Ucraina ha generato già 4 milioni di rifugiati fuori dal Paese e altri al suo interno. La mobilitazione in supporto alla popolazione ucraina è stata generale e immediata. Come Missionari Scalabriniani di Europa e Africa siamo da sempre sensibili ai tanti conflitti che ancora oggi si combattono nel mondo e anche in questo caso siamo entrati in azione per supportare le persone che fuggono dalla guerra.

Nelle varie sedi ASCS in Italia ci si è attivati sin da subito per dare una risposta concreta ed efficiente, da una parte potenziando i servizi che già garantiamo a migranti e rifugiati, dall’altra creando attività ad hoc capaci di intervenire nelle aree di particolare criticità. Grazie alle donazioni raccolte con #WeCareForUkraine, Campagna di Raccolta Fondi in risposta alla grande emergenza umanitaria, stiamo continuando a reagire a questa drammatica situazione che sta sconvolgendo la vita di milioni di persone. La partnership con le altre associazioni e le realtà locali sta diventando sempre più necessaria e indispensabile.

Nella sede ASCS di Milano, le attività sono svolte in collaborazione con p. René Manenti della Chiesa del Carmine e con l’Associazione Ucraina Più Milano. La comune finalità di creare uno spazio sicuro per chi fugge dalla guerra e garantire l’accesso a servizi diversificati rende questa collaborazione ancora più solida, soprattutto perché il legame della nostra associazione con la comunità ucraina è sempre stato forte e lo dimostra il fatto che nel 2021 tra le 251 donne seguite dal progetto WASI, 62 erano di lingua ucraina.

Le conseguenze della guerra, la migrazione in un altro paese, le condizioni familiari instabili possono creare profondi traumi e necessitano di un intervento immediato, ecco perché il supporto psicologico in lingua è risultato essere indispensabile sin dai primi momenti di questa emergenza. Attenti nell’individuare e nel voler dare una risposta a questo bisogno, si è deciso di aumentare il numero delle psicologhe che parlano ucraino, arrivando così a due a Milano e una a Roma, nel tentativo di ampliare il servizio a quante più migranti possibile. WASI, che vuole essere uno spazio di ascolto per donne migranti nel delicato processo di elaborazione della realtà migratoria, attualmente vede 15 donne ucraine seguite individualmente e 3 gruppi AMA (auto-mutuo-aiuto) di cui due sono destinati solo a donne e uno è aperto a tutti.

Sin dalle prime settimane successive allo scoppio del conflitto, la disponibilità e la generosità dei volontari, delle volontarie e della comunità ha reso possibile la raccolta e la distribuzione di prodotti per l’igiene personale, di materiali didattici per i bambini. Inoltre, in accordo con Esselunga, sono stati distribuiti dei voucher per la spesa a 35 famiglie individuate tramite i contatti dell’Associazione Ucraina Più. Con il consolidarsi della crisi, il primo intervento è stato quello di rendere disponibili stanze per l’accoglienza diretta di alcune famiglie. Al momento, vi sono tre nuclei, due donne con bambini e una coppia. In risposta all’emergenza sociale, inoltre, sono state messe a disposizione classi di lingua italiana per 92 adulti e 40 bambini che hanno luogo tre volte a settimana (martedì, mercoledì e venerdì).Le insegnanti sono tre donne ucraine Liliana, Nataliya, Marina, insieme a Giovanni, Lina e Monica, queste ultime Missionarie Secolari Scalabriniane. I corsi sono un momento di incontro e di apprendimento, ma anche un modo di riunirsi e ritrovare degli spiragli di normalità. Il martedì è anche il giorno dei giochi e dell’Arteterapia sia per i bimbi e le bambine che per quelli più grandi.

A Casa Scalabrini 634, progetto ASCS a Roma, il primo intervento è stato in supporto ad attività di raccolta di beni di prima necessità in collaborazione con le associazioni Medicina Solidale e MAM, mettendo a disposizione spazi e momenti di raccolta. Inoltre, da subito si è data disponibilità ad accogliere le famiglie in arrivo. Sono stati accolti tre nuclei madre/figli e due di questi hanno deciso di continuare il loro percorso in casa. La diffidenza iniziale, unita ad una chiusura dettata dal pensiero che si sarebbe trattato di una sistemazione temporanea in attesa di un ritorno in patria ha con il tempo lasciato spazio all’inserimento di tutte e tutti nelle attività della casa. La connessione principale è stata con gli altri bambini e bambine che vivono a Casa Scalabrini 634: i momenti di gioco sono diventati sempre più numerosi e spontanei. Da qui, anche la partecipazione ai momenti di riunione e alle cene sta diventando sempre più la normalità. Si stanno organizzando, in collaborazione con le nostre volontarie, classi di lingua italiana secondo le esigenze delle famiglie. Sono stati messi a disposizione l’ambulatorio MAM, lo sportello socio-legale e gli altri servizi che sono offerti al resto della comunità, facendo sempre attenzione alla particolare situazione che queste persone stanno vivendo. Siamo, inoltre, attivi su diverse reti territoriali di coordinamento dall’Assessorato alle politiche sociali, al comitato cittadino, alla rete cattolica, per dare così una risposta uniforme a questa emergenza.

Come Missionari Scalabriniani abbiamo aperto le porte in Italia, accogliendo, come già menzionato alcune famiglie e offrendo la disponibilità ad ampliare questo servizio di prima accoglienza anche a Loreto e a Bassano del Grappa. Ora si attende solo che la prefettura stabilisca i tempi e i modi di tale accoglienza.

Al di fuori dell’Italia, il SIMN Global ha deciso di sostenere #WeCareForUkraine, così da rafforzare ulteriormente l’impegno già messo in atto dal SIMN Europe Africa attraverso ASCS. Anche nelle missioni in Europa, in forme e modalità diverse, i missionari stanno cooperando a progetti di accoglienza, a raccolte di beni e finanziarie con enti locali e internazionali o direttamente in collaborazione con ASCS.

In Svizzera, ad esempio, le nostre Missioni di Berna, Basilea e Ginevra ci riferiscono che si sono organizzati interventi umanitari, raccolte varie di materiale di prima necessità, come pure di fondi inviati ad organizzazioni religiose come la Caritas Internationalis o a enti civili locali impegnati a fornire servizi di prima necessità nel paese.

Padre Antonio Grasso, parroco della Missione Cattolica Italiana di Berna, in collaborazione con l’Ambasciata Italiana ci ha informato di aver avviato da tempo, con le farmacie e le organizzazioni locali, una diffusa raccolta di medicine, di generi alimentari e altro materiale destinato all’Ucraina. La Missione ha inoltre stampato volantini in diverse lingue per raggiungere non solo i nostri connazionali, ma anche altri cittadini. La stessa Missione ha istituito un fondo da destinare ad aiuti urgenti e a progetti che seguirà direttamente. Da evidenziare che il volantino elaborato dai giovani di Berna è stato utilizzato anche dal Comites (Commissione degli Italiani all’Estero) e dalla Missione Cattolica Italiana di Basilea, che trasporterà a Berna la raccolta del materiale di prima necessità da inviare agli sfollati.

Le tre Missioni Scalabriniane di Berna (Italiana, Portoghese con P. Oscar Gil e Spagnola con P. Emmanuel Cerda), in collaborazione con la Comunità Ucraina, hanno anche organizzato una veglia di preghiera per la pace in programma per domenica 10 aprile. Su richiesta del Centro Richiedenti Asilo di Berna, con cui da tempo è un atto una collaborazione per la situazione dei profughi Eritrei, la Missione Italiana ha messo a disposizione il teatro per alcune attività da programmare quando i bambini non avranno scuola, come per esempio durante le vacanze pasquali. Rimane un lavoro di animazione stabile come pure dei corsi di lingua e l’assistenza psicologica.

Sempre in Svizzera, anche P. Bruno Zen della Missione Cattolica Italiana di Birsfelden, Pratteln/Augst e Muttenz ha organizzato diverse attività di raccolta fondi supportando #WeCareForUkraine e le attività promosse dall’ASCS.

A Carouge, comune Svizzero del Canton Ginevra e sede collegata alla Missione Cattolica Italiana di Ginevra retta da P. Corrado Caroli, sono arrivati i primi 50 migranti Ucraini, di cui 17 più intenzionati a fermarsi in Svizzera. Attualmente la nostra casa di riposo “La Provvidenza” fornisce i pasti a tutti questi profughi mentre il comune di Carouge ha messo a disposizione la sala comunale. C’è stato anche un censimento per la disponibilità di alloggi e molti italiani frontalieri sono stati disponibili ad aprire le loro case.

Alcune iniziative già programmate, come la tradizionale “Soupe de Carême”, raccoglieranno fondi a supporto della Campagna ASCS #WeCareForUkraine. La Missione Cattolica Italiana di Ginevra è inoltre riuscita a facilitare un ricongiungimento familiare di una nonna e due nipoti con la mamma dei piccoli.

Quanto alla Comunità Portoghese, guidata da P. Miguel Dalla Vecchia, oltre ai tre tir di prodotti già inviati al confine con l’Ucraina, ne ha organizzati altri due. E’ arrivata anche la richiesta di organizzare i trasporti di materiale raccolto e stoccato presso i locali della Croce di Malta verso Zurigo per poi raggiungere il confine con l’Ucraina. La comunità spagnola, in particolare, si è messa a disposizione per trasportare questi beni fino a Zurigo.

A Parigi, riferisce P. Barly Kiweme, la Chiesa e lo Stato si sono attivati insieme per aiutare. Tante associazioni caritative si sono mosse per aiutare e nella nostra Missione Cattolica Italiana oltre a raccogliere i fondi destinati a #WeCareForUkraine, attraverso il consueto “impegno quaresimale”, si è attivata tanta generosità che ha portato a raccogliere beni e indumenti poi distribuiti a famiglie di profughi della zona. La nostra missione è in contatto con la Basilica retta dagli Ucraini e si stanno pianificando alcuni momenti di preghiera insieme simili a quanto vissuto il 13 marzo scorso, con la preghiera per la pace. Come missionari ci stiamo preoccupando però anche di altre situazioni di fragilità. In Ucraina allo scoppio della guerra c’erano anche altre persone straniere nel paese e ora rifugiati, come diversi studenti africani. Un giovane nigeriano proveniente dall’Ucraina, ad esempio, ha bussato alla porta della nostra missione intenzionato a raggiungere la Svezia e la missione lo ha sostenuto nel proseguire il suo viaggio.

A Londra, P. Francesco Buttazzo, ha raccontato che la Comunità Italiana, Portoghese e Filippina ha deciso di dedicare il Lenten Appeal (raccolta annuale di fondi in Quaresima) per raccogliere fondi da donare alla campagna di ASCS.

In Lussemburgo P. Rui Pedro sottolinea come si è vista crescere una grande generosità della persone, condivisa sia dalla nostra comunità portoghese come da quella lussemburghese che sta rivivendo ciò che ha passato dopo la seconda guerra mondiale, trovandosi in un paese da ricostruire. C’è stata una manifestazione pubblica di piazza contro la guerra. Municipi e Comuni hanno cercato delle case e delle famiglie disponibili ad accogliere. Una scuola sarà avviata specificatamente per bambini ucraini e la Chiesa Cattolica ha aperto una linea telefonica di emergenza dedicata per rispondere alle diverse emergenze.

Questo racconto ci sembra doveroso per farvi comprendere lo sforzo comune messo in atto dalla Congregazione Scalabriniana e dagli enti ad essa collegati di fronte all’ennesima emergenza, pur restando attivi su altri fronti, è proprio il caso di usare questo termine, quali la sensibilizzazione verso la mobilità umana in tutte le sue sfaccettature o il mondo del volontariato internazionale scalabriniano che anima e cammina insieme a tanti migranti e rifugiati nelle missioni sparse in diverse parti del mondo.

Come SIMN Europe Africa, attraverso ASCS, continuiamo ad operare sul campo e ad aggiornarvi sulle attività che stiamo portando avanti con #WeCareForUkraine, certi che insieme a voi potremo continuare a dare una risposta anche a questa nuova drammatica situazione che sta sconvolgendo la vita di milioni di persone, senza però dimenticare tutti gli altri migranti e rifugiati che accompagniamo ogni giorno.

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