
Immagina di stare male e non avere le parole per dirlo.
È la realtà di molte donne migranti arrivate in Italia: portano con sé traumi, perdite, violenze subite lungo il viaggio, la fatica di ricostruire tutto da capo. Ma senza una lingua condivisa, anche chiedere aiuto diventa impossibile. Il dolore resta chiuso dentro, invisibile.
Wasi (“casa” in lingua quechua) è il progetto di ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, che abbatte quel muro: uno sportello di supporto psicologico gratuito per donne migranti, attivo a Milano e a Roma, con psicologhe madrelingua in spagnolo, arabo, ucraino, russo, inglese, portoghese e curdo.
Perché parlare nella propria lingua non è un dettaglio: è il ponte che rende possibile guarire.
Finora abbiamo accompagnato 2.083 donne provenienti da ogni parte del mondo, con colloqui individuali, sostegno alla genitorialità, gruppi di auto-mutuo-aiuto e laboratori. Ognuna di loro ha trovato in Wasi ciò che il nome promette: una casa.
In occasione della Milano Marathon, corriamo per loro
Quest’anno Wasi scende in strada: i nostri runner correranno la Milano Marathon per trasformare chilometri in ore di ascolto. Perché le distanze più lunghe — una maratona come un percorso di rinascita — si superano allo stesso modo: un passo alla volta.





