Superare la guerra e la solitudine: la storia di Katia

Katia è arrivata in Italia all’inizio della guerra in Ucraina, quando aveva 30 anni. È stata accolta in un SAI del territorio milanese e ha chiesto supporto psicologico a causa di una forte sensazione di smarrimento: non riusciva a comprendere sé stessa, si sentiva sola e senza punti di riferimento. Ha conosciuto il nostro servizio grazie all’aiuto degli operatori della struttura ospitante.
Abbiamo iniziato i nostri incontri a cadenza quindicinale e, con il tempo, Katia ha iniziato a fidarsi e ad aprirsi. Veniva sempre in presenza, presso la Chiesa del Carmine. Quando ci siamo incontrate per la prima volta aveva 33 anni ed era originaria di Mariupol, città rasa al suolo dalla guerra. La sua famiglia si è trasferita in una città dell’Ucraina occidentale, mentre lei si è trovata completamente sola in Italia, senza conoscere nessuno. Ha vissuto numerosi bombardamenti, esperienze rimaste impresse nella memoria, a cui si sono aggiunti episodi dolorosi durante la migrazione, come la mancanza di cibo o di un luogo sicuro dove dormire.
Il primo passo è stato lavorare sulla fiducia e sulla stabilità emotiva. Progressivamente Katia ha iniziato a sentirsi più sicura e pronta a pensare al futuro, iniziando a costruire progetti di vita in Italia. Ha trovato una scuola della lingua italiana e ha iniziato un lavoro come cameriera in un bar. Ha trovato anche un corso letterario, portando le poesie che scriveva. Ha sempre sognato di frequentare l’università e insieme abbiamo raccolto informazioni utili per capire cosa fosse necessario per iscriversi alla facoltà di Economia. Grazie al suo buon livello di italiano, quest’anno è riuscita a superare la selezione ed è stata ammessa a un’università di Milano, diventando così studentessa.
Katia ha inoltre partecipato a un percorso di arteterapia organizzato da WASI in collaborazione con un’arteterapeuta, esperienza che l’ha soddisfatta molto, permettendole di esprimere le sue emozioni in modo creativo e artistico. Continua inoltre a partecipare attivamente agli incontri di gruppo con le altre donne del progetto WASI.
Non ha ancora deciso dove vivere in futuro, se in Italia o in Ucraina dove vive la sua famiglia. Per ora, tuttavia, la sua situazione le permette di vivere come una donna della sua età, pur affrontando numerose difficoltà.


