Crescere dall’altra parte del mondo: la mia esperienza in Sudafrica con il Servizio Civile

di Margherita Di Lelio

Quando ho scelto di partire per il Sudafrica con il Servizio Civile Universale, l’ho fatto perché da anni sono appassionata della storia di questo Paese e desideravo vedere con i miei occhi ciò che avevo studiato sui libri. ma sentivo che studiare non mi bastava più: volevo vedere con i miei occhi, capire davvero, mettermi in gioco in prima persona, di rendermi utile e di vivere un’esperienza vera, concreta, fatta di relazioni e quotidianità condivisa.

Oggi posso dire che questa esperienza mi sta cambiando molto più di quanto immaginassi.

Gran parte del mio servizio si svolge presso la St. Patrick Church e il Mother Theresa Charity Group. Ogni martedì, al Mother Theresa, contribuiamo alla preparazione e distribuzione dei pasti per le persone più vulnerabili della comunità. Vedere le lunghe file di persone in attesa, toccare con mano una povertà così evidente, è qualcosa che ti entra dentro. Eppure, proprio lì ho scoperto la forza incredibile del lavoro di squadra e del senso di comunità. Durante la festa di Natale, in particolare, ho sentito forte la bellezza di condividere non solo un pasto, ma un momento di dignità, festa e umanità. Anche un semplice gesto, come offrire un piatto di zuppa o regalare un sorriso, può avere un valore immenso.

Accanto a questo, una parte fondamentale della mia esperienza sono i bambini. Con loro abbiamo organizzato attività di doposcuola, preparato uno spettacolo di Natale, coordinato balletti per il Festival delle Nazioni e realizzato quattro giorni di summer camp. Il summer camp è stato intenso, pieno di energia, a volte faticoso, ma incredibilmente vivo. Ci sono bambini che mi sono rimasti nel cuore: quando mi chiamano per nome, quando mi prendono la mano, quando ballano senza pensieri, anche se so che fuori da quel cortile la loro vita non è sempre semplice. In quei momenti capisco quanto sia importante esserci.

Un altro ricordo speciale è la gita a Pretoria insieme ai bambini e ai Padri. Vederli davanti alla statua di Nelson Mandela, spiegare loro chi fosse e cosa rappresenta, è stato un momento che ha unito la mia passione per la storia alla realtà concreta che sto vivendo qui.

Non è stato tutto immediato. All’inizio adattarsi a una cultura diversa, a ritmi nuovi, a modi di comunicare lontani dai miei, è stato impegnativo. Ma proprio questo mi ha insegnato ad essere più aperta, più paziente, più flessibile. Ho imparato ad accogliere ciò che è diverso senza giudicarlo, a trovare il mio spazio con rispetto, a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita.

Ora, quando mi trovo davanti a qualcosa di nuovo, so fermarmi, respirare e prendere da quella situazione tutto quello che può insegnarmi.

Questa esperienza mi sta rendendo più consapevole, più forte, più capace di adattarmi. Mi sta insegnando che il Servizio Civile Universale non è solo un progetto: è un incontro. Con un Paese, con una comunità, ma soprattutto con una parte nuova di sé.

Se dovessi descriverlo con una parola, direi: realtà. Una realtà fatta di volti, mani, storie, sorrisi. E la sensazione profonda di essere, nel mio piccolo, al posto giusto.

Se sei una ragazza o un ragazzo tra i 18 e i 29 anni, puoi partecipare al Bando del Servizio Civile 2026 con FOCSIV, in Italia e all’estero. Tra i diversi progetti potrai scegliere di candidarti ai progetti di ASCS e camminare al nostro fianco a supporto di migranti, rifugiati e comunità locali.

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