Conclusione della mostra fotografica sulla rotta dei Balcani a Regina Pacis

Per tutto il tempo di Avvento e di Natale in chiesa a Regina Pacis – Monza è stata montata una mostra fotografica sulla rotta Balcanica proposta dall’ASCS, (Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo) dal titolo: “Umanità Ininterrotta”. L’iniziativa si è conclusa con un momento di condivisione e di esperienza della rotta tramite un gioco: “The Game”, vissuta da chi voleva domenica 7 gennaio. Irene, una volontaria di ASCS, ci ha accompagnato in questo momento chiedendoci innanzitutto di dire una parola che la mostra ha suscitato. Queste le parole emerse: Speranza (più volte), Opportunità, Occasione, Fratellanza, Entusiasmo, Significativa, Volti e Storie, Legami, Ponti, Informarsi, Riscatto, Sguardi, Incredibile e infine Semplicità. Abbiamo poi vissuto “The Game”, un gioco interattivo che ci ha permesso di metterci nei panni di coloro che vivono la rotta balcanica, grazie a delle storie concrete di cui poi abbiamo visto i volti alcuni dei quali erano nella mostra stessa.

Vi lascio qualche impressione di alcuni partecipanti:

“Inizia come un gioco e come ogni gioco ti sprona a dare il meglio, per vincere… intuisci che la posta in gioco è alta… e, man mano, ti rendi conto che stai entrando nella vita di una persona e del suo dramma. E così tiri il dado e capisci che chi manovra il gioco sembra gentile e pensi di averlo dalla tua parte. Di sicuro mi aiuterà ad arrivare alla salvezza, a quella meta che cambierà la mia vita. Ma poi inizia a chiederti soldi per ogni passo che fai e non fa nulla per aiutarti quando ti trovi in situazioni difficili, anzi, trova il modo di guadagnarci senza nessuno scrupolo. E tu fai dei passi. “Forse ce la faccio” pensi… Ma incontri chi ti blocca, ti rimanda indietro senza alcuna pietà… E allora ti rendi conto che questo non è un gioco. È la vita, drammatica, che milioni di persone sono costrette a fare, in mezzo a dolore, malattie, prigione. Qualcuno ce la fa ma, nel gioco di ieri sera, uno è arrivato…. gli altri no. E, se non arrivi al traguardo, non perdi una partita ma la vita.” (Rosy)

The Game è in assoluto il gioco a livello emozionale più interattivo mai provato, nel senso che se giochi con l’intenzione giusta le emozioni che si susseguono non possono lasciarti indifferente… è un gioco senza regole perché l’unica regola la decide il trafficante e raramente è a tuo favore, perché mettere la tua vita in mano ad un dado non è umano soprattutto se chi guida il gioco non lo considera nemmeno il dado… perché mentre prendi decisioni con la leggerezza di chi è seduto al caldo attorno ad un tavolo ti accorgi che le stesse decisioni nella vita di qualcuno fanno la differenza tra la salvezza e la morte… e ti ricordi di come sei fortunato ad essere nato dalla parte giusta del mondo.” (Mauro)

“Avevo già provato the game e la prima volta ero morto annegato per giungere in Grecia, questa volta con i miei compagni di viaggio sono riuscito ad arrivare in Germania, ma per quanto si provi la gioia di essere giunti si sente anche quella sensazione spiacevole di avercela fatta non per bravura, ma solo per essere stati fortunati, più fortunati di altri. Si prova la sensazione di essere dei sopravvissuti e mi sono chiesto perché io ci sono riuscito ma non gli altri? È una sensazione strana perché, per chi mi conosce sa che nei giochi di società sono competitivo, comprendi con amarezza di essere stato solo più fortunato e questo non dà quell’adrenalina della sana competizione, ma ti aiuta a renderti conto delle varie fatiche e sofferenze che provano coloro che fanno la tratta anche quando riescono ad arrivare. L’esperienza è stata sicuramente significativa e non posso far altro che consigliarla. Un grande grazie ad Irene e a tutti i volontari dell’ASCS.” (Don Dario)

Concludo con una frase di Papa Francesco da meditare: “si diffonda sempre di più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo. Dove c’è un muro, c’è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri!”.

Don Dario

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