Il coraggio di ripartire
Mi chiamo Maria Lucero e vivo a Roma da sette anni. Sono arrivata dalla Colombia insieme a mio figlio, che allora aveva solo dieci anni. Trasferirsi in un altro paese è una sfida enorme. Tutto – la lingua, i documenti, la casa – sembra una montagna da scalare. All’inizio mi chiedevo spesso: come farò a capire e a farmi capire?
Ho sempre avuto un carattere forte, temprato dalla vita, e quel filo di speranza che non mi ha mai lasciata. Così, mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a camminare, passo dopo passo. È stato proprio in quei primi passi che ho incontrato una porta aperta: Casa Scalabrini 634.
Me ne parlò un parente, che lì stava facendo il corso di scuola guida. “Aiutano le persone migranti”, mi disse. E io avevo bisogno di tutto: orientamento, sostegno legale, un tetto, un punto di partenza.
Quando sono entrata per la prima volta, non c’erano soluzioni pronte. Ma c’era qualcosa di ancora più importante: ascolto, accoglienza, attenzione vera. E quella rete concreta si è messa in moto per accompagnarmi.
Sono passati anni. Mio figlio è cresciuto, io anche.
Oggi lavoro nel settore della cura, e sono da poco diventata socia della mia cooperativa.
Ora sono io che mi prendo cura degli altri.
Il mio sogno di ricominciare si è avverato. Ma non si è fermato lì.
Perché ogni volta che vedo accendersi negli occhi di qualcuno quella scintilla di speranza, sento che il mio sogno continua, si moltiplica, si espande.
E sì, ho ancora tanti sogni da realizzare.
Perché il coraggio di ripartire… non finisce mai.



