Scintille di Accoglienza: il mio destino era qui

Qualche giorno fa sono arrivato a Casa Scalabrini 634 con una torta tra le mani e una gioia che mi esplodeva nel petto. Volevo festeggiare con chi, in questi anni, era diventato la mia famiglia. Finalmente avevo ottenuto la cittadinanza italiana. Era reale.

Mi chiamo Dost. Tra poco compirò trent’anni, ma la mia storia inizia molto tempo fa, sin dalla mia infanzia. Nel 2009, quando avevo solo quattordici anni, misi piede per la prima volta in Italia. Ero un ragazzino della tribù Hazara, in fuga da un Paese che non mi permetteva di avere diritti né libertà. Dentro di me avevo un solo desiderio: essere davvero libero e poter sognare. Per farlo, dovevo partire.

Il viaggio è stato lungo. Durissimo. Ho attraversato l’Asia e l’Europa inseguendo un sogno che sembrava sempre più lontano. I confini erano il mio nemico peggiore: invisibili ma impenetrabili, come muri che volevano tenermi fuori da ogni possibilità.

All’inizio, l’Italia era solo una tappa del mio viaggio. Pensavo che il mio futuro sarebbe stato in Svezia. Ma con il passare del tempo, capii che il mio destino era qui.

Nel 2015 sono entrato a Casa Scalabrini 634. Ero il primo ragazzo accolto nel progetto. Ricordo tutto, come se fosse ieri: l’emozione, la paura, la speranza. In casa conobbi tante persone. Tra tutte, Mohamed Camara – più grande di me – mi accolse con saggezza e simpatia. E poi Hamid, che col tempo è diventato un fratello.

In quel periodo, la mia vita era piena: studiavo alle serali, lavoravo e facevo il Servizio Civile al Sacro Cuore. Le giornate volavano, tra fatica e sogni. Ma ogni sera, varcando la soglia di Casa Scalabrini 634, sentivo di tornare a casa. Era un rifugio. Il mio primo vero spazio sicuro dopo anni di incertezze.

Quando Hamid trovò una casa, decidemmo di andare a vivere insieme. Era una nuova fase della mia vita: più adulta, più libera. Sapere di avere qualcuno al mio fianco, qualcuno su cui contare, è stato fondamentale.

Proprio in quel periodo conobbi Manuela. Lei è diventata, col tempo, mia moglie. Ancora oggi, se penso al giorno in cui ho messo piede per la prima volta a Casa Scalabrini 634, mi sembra incredibile. All’epoca cercavo solo un po’ di tempo per respirare, per ritrovare me stesso. E invece ho ricevuto molto di più.

Sognavo di diventare medico. Ma la vita, a volte, ti sorprende e ti accompagna verso sogni nuovi. Ora studio Economia e Big Data all’università e spero di laurearmi presto.

Ogni tappa, ogni ostacolo, ogni volto incontrato lungo il cammino mi ha portato fin qui. E oggi lo posso dire con certezza: il mio destino era davvero qui.

Sogno per la casa che possa accompagnare ancora tantissimi ragazzi come me.

Buon compleanno Casa Scalabrini 634!

Diventa scintilla
che fa brillare i sogni!

Diventa scintilla
che fa brillare i sogni!