Un’estate Attraverso: giovani in cammino tra confini e incontri
C’è un’estate che non è solo mare, viaggi o relax. È l’estate dei campi Attraverso e delle esperienze di volontariato proposte da ASCS, dove tanti giovani hanno scelto di mettersi in gioco accanto a chi vive in prima persona le sfide delle migrazioni.
Con lo zaino in spalla e il cuore aperto, hanno condiviso giorni di servizio, ascolto e confronto in contesti dove le frontiere non sono solo linee sulla mappa, ma luoghi che segnano vite e destini.
Castel Volturno: speranza sul litorale
Dal 4 al 10 agosto i partecipanti al campo Attraverso Castel Volturno hanno vissuto una settimana densa di incontri, servizio e ascolto, accompagnati dai padri comboniani e da altre associazioni locali che da anni operano in questo territorio difficile e complesso.
Castel Volturno, sul litorale casertano, è un luogo di contrasti: spiagge bellissime e cemento in disfacimento, comunità multiculturali e isolamento sociale, degrado ambientale e voglia di riscatto. Qui convivono nazionalità diverse, in particolare le seconde generazioni di figli di migranti, che ogni giorno reinventano la propria identità e costruiscono un futuro possibile. Ma qui si intrecciano anche criminalità organizzata, traffico di esseri umani e mancanza di istituzioni: un terreno difficile, che richiede coraggio per essere abitato.
Durante la settimana, i partecipanti hanno conosciuto questa realtà e hanno poi condiviso il servizio nella missione comboniana: pulendo spazi comuni, sistemando un campo da calcio per restituirlo ai bambini e ai ragazzi, creando luoghi che possano diventare segni di accoglienza e speranza.
Trieste: la porta d’Europa
Il campo Attraverso Trieste ha avuto luogo dal 10 al 16 agosto: qui i partecipanti di hanno vissuto un’esperienza intensa, in questa città simbolo delle migrazioni lungo la rotta balcanica. Ogni giorno, infatti, molte persone arrivano a Trieste dopo settimane di cammino attraverso Bosnia Erzegovina, Croazia e Slovenia, portando con sé storie di fuga da Siria, Afghanistan, Iraq, Pakistan e altri Paesi.
In collaborazione con Caritas, Linea d’Ombra, ICS e altre realtà del territorio, hanno toccato con mano la durezza e la speranza che si intrecciano a un confine che, più che dividere, racconta storie. Durante la settimana i partecipanti hanno affiancato queste realtà nelle attività quotidiane: servizio pasti al refettorio Caritas, sostegno al CAS di Campo Sacro, distribuzione serale del cibo in Piazza della Libertà.
Sono stati numerosi anche gli incontri con attivisti e testimoni, che hanno aiutato a comprendere le sfide sociali e politiche legate al confine e alla mobilità umana.
Oulx: il confine che si arrampica
Dal 24 al 30 agosto, i partecipanti al campo Attraverso Oulx hanno vissuto una settimana di servizio, ascolto e cammino nel cuore dell’alta Val di Susa. Oulx, piccola cittadina alpina, negli ultimi anni è diventata un punto chiave della “rotta alpina”: da qui, ogni giorno, uomini, donne, minori e famiglie provenienti dall’Africa e dal Vicino Oriente si mettono in cammino verso la Francia, affrontando il freddo, la fatica e l’incertezza.
In collaborazione con il Rifugio Fraternità Massi, i partecipanti hanno contribuito ad accogliere chi arriva, a preparare stanze pulite, un pasto caldo e il necessario per riprendere il viaggio. Hanno incontrato testimoni e formatori per comprendere le dinamiche della mobilità umana lungo questa frontiera e l’equilibrio delicato che sostiene il sistema di accoglienza locale, senza dimenticare chi non ce l’ha fatta e trasformando il dolore in un impegno che diventa memoria viva.
Capitanata: dignità tra i campi
Al campo Attraverso Capitanata, dal 31 agosto al 6 settembre, i partecipanti hanno vissuto un’immersione nella realtà agricola della provincia di Foggia, una terra di grano, pomodori e di lavoro duro.
Qui, migliaia di braccianti stagionali, in gran parte migranti, lavorano nei campi, spesso in condizioni di sfruttamento e precarietà, e vivono in insediamenti informali senza acqua né servizi essenziali. Con il supporto di Caritas Cerignola e Altromercato, i giovani hanno trascorso una settimana tra servizio, ascolto e riflessione, scoprendo che anche nei campi agricoli si può coltivare giustizia e dignità.
Roma: il Giubileo dei Giovani
Quest’estate, il cammino di Attraverso25 è arrivato anche a Roma, in occasione del Giubileo dei Giovani.
A Casa Scalabrini 634 abbiamo creato spazi di dialogo e ascolto sulle migrazioni: laboratori, testimonianze, momenti di servizio. I ragazzi hanno camminato per la città scoprendo che l’umanità in cammino non è un’idea astratta, ma un incontro concreto.
Cosenza: il progetto Remix
Dal 4 al 7 settembre, in Calabria, con il progetto Remix, i giovani hanno vissuto giornate di convivenza e cittadinanza attiva insieme a coetanei locali e migranti. Attraverso arte, gioco e confronto, hanno sperimentato la bellezza di un laboratorio interculturale dove le differenze non dividono, ma arricchiscono.
L’iniziativa, promossa da ASCS insieme a Migrantes, Caritas e Suore Ausiliatrici ha coinvolto giovani provenienti da diverse regioni d’Italia e da diversi Paesi del mondo in un’esperienza di incontro profondo, che si è fatta occasione per ripartire da loro stessi, approfondendo la propria identità in relazione agli altri e scoprendo che la responsabilità personale è la prima pietra per costruire un mondo migliore.
L’estate non finisce qui: nuove opportunità ci aspettano
Ogni campo, ogni testimonianza, ogni incontro ci ha ricordato che i confini non sono muri, ma luoghi da trasformare in ponti. E l’estate di ASCS non finisce con settembre.
Ci aspetta Attraverso Malta, dal 23 al 26 ottobre, un’esperienza nuova per scoprire la mobilità umana nel Mediterraneo da un altro punto di vista. In tre giorni di conoscenza e ascolto, i partecipanti si immergeranno nella realtà di quest’isola, crocevia di popoli e culture. In collaborazione con Christian Life Community (CLC Malta) e altre realtà locali, incontreranno migranti, rifugiati, ONG e enti religiosi per comprendere come la migrazione sia percepita e gestita in un Paese che, come l’Italia, è esposto sulla rotta del Mediterraneo centrale.
L’estate volge al termine, ma l’accoglienza è una scelta quotidiana, capace di cambiare lo sguardo e la vita di chi la vive. Nuove proposte ci aspettano, come gli weekend di ConFine e gli incontri di Crossover. Il futuro ha bisogno di giovani che scelgano di attraversare barriere e costruire ponti.








