Il percorso di Jasanti: uscire dalla violenza e ricominciare

Uscire dalla violenza e ricominciare

Jasanti è una giovane donna srilankese arrivata in Italia alcuni anni fa per lavorare come tata presso una famiglia italiana. Pur vivendo in Italia, non parlava italiano poiché il suo lavoro richiedeva esclusivamente l’uso dell’inglese con i bambini, e al di fuori dell’ambiente lavorativo frequentava solo connazionali con cui parlava in cingalese o inglese.

Jasanti nella sua città di arrivo frequentava la comunità srilankese all’interno della quale ha conosciuto un connazionale con cui ha deciso di fidanzarsi e, successivamente, sposarsi. La coppia ha seguito tutte le tradizioni legate al fidanzamento e al matrimonio. Durante un periodo trascorso in Sri Lanka, Jasanti ha avuto modo di conoscere la famiglia del suo futuro marito e ha notato un forte squilibrio nei ruoli di genere, con le donne relegate a una posizione di inferiorità rispetto agli uomini.

Dopo il matrimonio, celebrato nello Sri Lanka, Jasanti è tornata in Italia. Tuttavia, il marito non ha più voluto che lei lavorasse nella famiglia italiana, costringendola a lasciare il lavoro. Da quel momento, la sua vita ha subito un drastico cambiamento: le era permesso solo di frequentare la comunità srilankese e fare la spesa. Non aveva accesso a un telefono cellulare e non poteva avere contatti con persone al di fuori della comunità.

Con il tempo, il marito è diventato sempre più violento, sia fisicamente che psicologicamente, ogni volta che Jasanti tentava di esprimere un desiderio o fare richieste. Disperata e senza sapere a chi rivolgersi, un giorno si è recata davanti alla scuola delle bambine che accudiva in passato e ha chiesto aiuto alla signora per cui lavorava.

La donna, conoscendo il progetto Wasi, ha immediatamente contattato l’associazione per chiedere supporto. La prima difficoltà è stata quella di contattare Jasanti senza aggravare la sua situazione con il marito. La signora, che conosceva il suo indirizzo, si è presentata da Jasanti una mattina e, utilizzando il proprio cellulare, ha chiamato la psicologa di lingua inglese del progetto Wasi. Dopo aver ascoltato il racconto di Jasanti, la psicologa ha organizzato un ulteriore incontro coinvolgendo anche un centro antiviolenza con cui collabora il progetto.

In un primo momento, Jasanti non si è sentita pronta a denunciare il marito e l’incontro si è concluso senza poter avviare un intervento concreto. Tuttavia, dopo un mese e in seguito a ulteriori episodi di violenza, Jasanti si è presentata una mattina presso la sede dell’associazione ASCS chiedendo aiuto. Immediatamente è stata ricontattata la psicologa di lingua inglese e successivamente il centro antiviolenza.

Jasanti ha intrapreso un percorso di protezione in una casa sicura gestita dal centro antiviolenza, dove ha ricevuto un supporto psicologico continuativo tramite il progetto Wasi. Con il tempo, ha trovato la forza di denunciare il marito, che attualmente si trova agli arresti domiciliari.

Terminato il percorso con il centro antiviolenza e il progetto Wasi, Jasanti ha trovato lavoro come tata presso una famiglia in un’altra città. Nonostante la distanza, continua a partecipare agli incontri informativi del progetto, dove ha trovato una comunità di donne pronte ad accoglierla, ascoltarla e condividere del tempo insieme.

Oggi Jasanti si sente più forte, ha concluso il suo percorso psicologico e ha espresso il desiderio di rimettersi a studiare per migliorare ulteriormente la propria situazione economica e personale.

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