L’estate di ASCS tra rotte migratorie, comunità e porte aperte: il report di luglio, agosto e settembre 2026

L’estate di ASCS tra rotte migratorie, comunità e porte aperte: il report di luglio, agosto e settembre 2026

L’estate 2026 è stata per ASCS un tempo intenso di cammino, incontro e presenza capillare. Tra luglio e settembre abbiamo attraversato confini fisici ed esistenziali: siamo stati lungo le rotte migratorie d’Europa e d’Italia con i campi estivi, abbiamo risposto alle emergenze sulle frontiere di Ceuta e Calais e abbiamo custodito la quotidianità delle nostre case a Roma, Milano e Chieri. Un trimestre che ci ha ricordato una verità profonda: l’accoglienza non è un servizio erogato, ma uno stile di vita e di relazione capace di trasformare le persone e i territori.

Accoglienza Integrale: percorsi di autonomia e vita di comunità

Nelle nostre case e nei progetti territoriali, i mesi estivi e l’inizio dell’autunno sono stati dedicati alla cura della persona, alla creazione di opportunità lavorative e alla condivisione comunitaria.

Roma: il calore di Casa Scalabrini 634 e l’inclusione lavorativa

A Roma l’estate si è vissuta sul campo e in mezzo alle persone. Dai classici tornei di calcetto estivi al circolo Villa de Sanctis, fino alle giornate di relax al lago di Castel Gandolfo insieme alle famiglie volontarie, Casa Scalabrini 634 si è confermata uno spazio aperto e familiare per residenti ed ex residenti.

Il senso profondo di questa accoglienza si è tradotto anche nel servizio restituito alla città: con l’iniziativa “Ri-diamo“, realizzata insieme all’équipe della Basilica del Sacro Cuore, i ragazzi accolti hanno partecipato attivamente al sostegno delle persone senza fissa dimora presso la Stazione Termini. Un gesto concreto in cui chi ha ricevuto protezione sceglie di farsi dono per gli altri, dimostrando che una casa che accoglie cambia davvero il mondo.

Sul fronte dell’emancipazione lavorativa, a fine settembre si è concluso il tirocinio formativo di 5 mesi del progetto “Raccogliamo Opportunità“: tre ragazze accompagnate da ASCS si sono sperimentate al Casale di Martignano nella gestione del verde, nella coltivazione, nella ristorazione e nell’accoglienza, acquisendo competenze fondamentali per la propria indipendenza.

Con gli Open Day di fine settembre, Casa Scalabrini 634 ha inoltre inaugurato il nuovo semestre di corsi: sartoria, lingua italiana (livelli A1, A2 e B1), inglese e preparazione alla scuola guida.

Milano: benessere, co-progettazione e ripartenza dei corsi

A Milano il progetto Wasi (“casa” in lingua quechua) ha accompagnato le donne del percorso con momenti di convivialità — come il picnic estivo “Due chiacchiere e una risata!” — e incontri dedicati alla cura dell’interiorità.

Sabato 31 settembre ci siamo fermate, abbiamo fatto un respiro profondo e ci siamo riconnesse con la natura e con noi stesse. Tra i passi lenti al Parco Sempione, l’ascolto dei sensi e la forza della condivisione, l’evento “Ritrova le tue radici” è stato un momento unico di rigenerazione e pura quiete per tutte noi. Un grazie di cuore a tutte le donne straordinarie che hanno partecipato e alle nostre psicologhe Fernanda Vargas e Orietta Huaman per averci guidate con così tanta cura e dolcezza. Ci vediamo al prossimo incontro del Progetto Wasi!

Settembre ha visto anche un importante passo istituzionale e comunitario: ASCS ha partecipato all’Open Day delle Case di Quartiere del Municipio 1 di Milano, presentando la coprogettazione per l’anno 2026/2027 che vedrà l’attivazione dello sportello di supporto psicologico Wasi e del corso di miofascial yoga. Presso la Chiesa del Carmine sono infine ripresi i corsi del nuovo anno formativo: lingua italiana, inglese, yoga e danzamovimentoterapia.

Chieri: la lingua che unisce

A Chieri il laboratorio di italiano non si è fermato neppure ad agosto: grazie alla generosità di nuovi volontari che hanno garantito la continuità didattica, le lezioni e i gruppi di conversazione si sono svolti per tutta l’estate, preparando il terreno per gli appuntamenti autunnali.

Animazione Interculturale: il viaggio di Attraverso26 e la forza dell’arte

L’Animazione Interculturale ha vissuto tre mesi straordinari, portando centinaia di giovani a mettersi in gioco direttamente sui territori e sulle linee di confine.

Il campo estivo itinerante “Attraverso26”

Tra la fine di luglio e i primi giorni di settembre, il campo itinerante Attraverso26 ha attraversato sei tappe emblematiche per comprendere da vicino le dinamiche e le ferite delle migrazioni contemporanee:

  • Foggia (26 luglio – 1 agosto): Ascolto e servizio al fianco dei lavoratori agricoli stagionali nelle campagne pugliesi, affrontando i temi del contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato.

  • Calais (03 – 09 agosto): Presidio nell’estremo nord della Francia in collaborazione con i Padri Scalabriniani, Maison Effatà e Secours Catholique. Calais si riconferma punto nevralgico tra arrivi e partenze verso il Regno Unito ed emblema delle politiche europee di controllo delle frontiere, dove ogni spazio trasuda storie e testimonianze di viaggio.

  • Como (09 – 16 agosto): Accolti presso la Parrocchia di Rebbio, presidio storico di solidarietà, i partecipanti hanno affiancato gli insegnanti della scuola di italiano ed entrate nelle attività quotidiane di ospitalità. Insieme a Fabio Cani e alla rete Como Senza Frontiere sono state ripercorse la storia delle rotte comasche e le trasformazioni dei confini. Con Como Accoglie si sono approfondite le prassi alla frontiera italo-svizzera, mentre l’incontro in Canton Ticino con la Fondazione Azione Posti Liberi e il collettivo R-esistiamo ha permesso di analizzare le criticità legate ai respingimenti e alla tutela dei diritti dei richiedenti asilo. L’esperienza si è arricchita con il servizio ai senza dimora del quartiere San Rocco e il confronto con Cometa ODV.

  • Trieste (16 – 22 agosto): Testimonianza diretta sulla rotta balcanica insieme a Linea d’Ombra, ICS e Caritas diocesana di Trieste, condividendo storie, volti ed emozioni raccolti sul confine orientale.

  • Cuneese e Saluzzese (23 – 29 agosto): Incontro con i lavoratori stagionali della raccolta ortofrutticola, sviluppato in sinergia con la Caritas diocesana di Saluzzo e la Caritas di Cuneo.

  • Oulx (30 agosto – 05 settembre): Presidio lungo il valico alpino verso la Francia insieme alla Fondazione CRT e Sentieri Solidali ODV, analizzando le sfide operative, la carenza di risorse dedicate e l’impegno costante degli attivisti sul territorio.

A settembre, Casa Scalabrini 634 a Roma ha ospitato il Post Campo, riaggregando circa 35 ragazzi per due giornate di rielaborazione, laboratori di “Teatro Utile”, caccia al tesoro nel quartiere Tor Pignattara e confronto profondo tra volontari e residenti.

Cultura, musica e partecipazione

L’arte e la musica sono state protagoniste con Scalamusic.

  • Tournée in Canada: Dal 26 giugno al 4 luglio, i ragazzi di Scalamusic sono stati in Canada, portando in scena “Per Terre Lontane” in due spettacoli, a Montréal e Toronto. Un viaggio intenso fatto di musica, danza, teatro, incontri e profonde emozioni.

  • Basilea e Roma: Oltre allo spettacolo “Per Terre Lontane” portato in scena al Teatro Scala di Basilea in Svizzera, a settembre è stato inaugurato il nuovo anno della Scalamusic Academy a Roma.

A Chieri, il Festival dell’Accoglienza ha animato la piazza cittadina attraverso laboratori di cucina dal mondo (con piatti tradizionali di Cuba, Nigeria, Afghanistan e Marocco), cibo e musica condivisa. Infine, in Piemonte circa 90 giovani in partenza per il Treno della Memoria sono stati coinvolti nei laboratori esperienziali The Game e Backway.

Cooperazione allo Sviluppo: presidio continuo sulle frontiere di Ceuta e Calais

La presenza di ASCS dove le ferite della mobilità umana sono più aperte rimane uno dei pilastri dell’organizzazione. Tra luglio e settembre, ben 18 volontari ASCS sono partiti per missioni di servizio sul campo: 9 a Ceuta e 9 a Calais.

La trasformazione dell’accoglienza a Casa San Antonio (Ceuta, Spagna)

Nel mese di luglio, Casa San Antonio accoglieva in media 6 ragazzi. Le giornate trascorrevano tra lezioni mattutine di spagnolo, cucina condivisa di piatti tipici marocchini e italiani, momenti al mare e laboratori di autoconoscenza, ricerca attiva del lavoro e team building.

Dopo il 30 luglio, l’aggravarsi della crisi umanitaria a Ceuta ha trasformato la nostra risposta sul campo:

  • Prima emergenza: Distribuzione immediata di cibo e beni di prima necessità alle persone in strada.

  • Accoglienza straordinaria: Avvio dell’accoglienza per persone in elevata vulnerabilità (minori, donne con bambini, persone LGBTQIA+, persone con necessità sanitarie). Tra agosto e settembre sono state accolte oltre 100 persone; attualmente la casa ospita 45 residenti stabili.

  • Servizio docce e cura: Attivazione del servizio docce e prima assistenza per le persone in strada, frequentato ogni mattina da circa 50 uomini e nel pomeriggio da circa 30 donne, garantendo pasti, igiene, assistenza infermieristica e lezioni di spagnolo di base con l’aiuto delle Hijas de la Caridad.

Nonostante la gestione dell’emergenza, la percezione di “casa” è rimasta immutata: i residenti partecipano instancabilmente alla cura degli spazi e alla gestione dei servizi per chi vive ancora in strada.

Attività e comunità a Maison Effatà (Calais, Francia)

A Calais, un clima estivo favorevole ha permesso di valorizzare le attività outdoor della Maison Effatà: i muri del giardino sono stati arricchiti da nuovi murales realizzati da ospiti ed équipe, mentre le uscite sul territorio hanno offerto ai beneficiari momenti di serenità lungo la costa della Manica. In luglio la casa ha ospitato gli scout CNGEI (sezione di Bergamo e rappresentanza nazionale), mentre ad agosto il gruppo del campo Attraverso26 ha partecipato attivamente alla vita della struttura.

Con lo sguardo rivolto al futuro, custodi delle nostre radici

A coronamento di questo intenso trimestre di attività, dall’8 al 10 settembre si è svolto a Piacenza l’incontro annuale degli operatori ASCS, accolti nella suggestiva cornice della Casa Madre dei Missionari Scalabriniani.

È stato un momento prezioso per rinforzare i legami comunitari, condividere esperienze di vita e ritrovare le radici dell’impegno scalabriniano. I partecipanti hanno visitato il Museo dell’Emigrazione e il Duomo di Piacenza, sostando in raccoglimento presso la tomba di San Giovanni Battista Scalabrini.

L’incontro è stato anche l’occasione per analizzare i traguardi raggiunti nell’ultimo anno e tracciare le linee guida della progettazione futura, rinnovando l’impegno a camminare al fianco dei migranti e dei rifugiati. Un sentito ringraziamento va ai Missionari Scalabriniani di Piacenza per la calorosa accoglienza riservata a tutta l’équipe.

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L’accoglienza vive del contributo di ciascuno. Puoi fare la differenza oggi stesso:

  • Diventa volontario: Mettiti in gioco nelle nostre sedi territoriali (Milano, Roma, Chieri) o nei progetti sulle frontiere.

  • Sostieni i nostri progetti: Con una donazione ci aiuterai a garantire cibo, riparo, supporto legale e corsi di formazione per centinaia di persone.

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