Costruire ponti attraverso il Servizio Civile
di Alice Longhin
Mi sono avvicinata ad ASCS nel 2022, attraverso la partecipazione del campo Io Ci Sto. Da quel momento ho iniziato ad interessarmi sempre di più alle tematiche migratorie e ho partecipato ad altri campi, scoprendo le realtà di confine che ci sono in Italia. Mi sono resa conto che il territorio in cui vivo è teatro di numerose ingiustizie sociali, che si intrecciano alle vite delle persone in movimento: limitazioni della libertà di movimento, violenze sulle frontiere, sfruttamento lavorativo legato al caporalato. Per questo ho sentito la necessità di fare qualcosa di attivo, prendendo parte alle attività di Più Ponti Meno Muri a Chieri, la città in cui sono cresciuta.
Piano piano ho iniziato a partecipare a laboratori nelle scuole, campi, weekend di formazione, diventando parte di un gruppo di persone attive e determinate a portare cambiamento.
Quando ho finito l’università e dovevo scegliere cosa fare dopo, la realtà di ASCS mi è subito venuta in mente. Il servizio civile mi sembrava una bella occasione di crescita, e farlo in un contesto familiare e che porta avanti un lavoro in cui credo mi ha convinta. Quindi a settembre ho iniziato, scegliendo di continuare il mio impegno con ASCS ma da una prospettiva diversa.
Il servizio civile si è rivelata così una parte fondamentale per continuare a costruire ponti, per portare consapevolezza e ad abbattere muri.




