Edi ha smesso di guardare il mare

Maison Effatà si trova in quella che era la canonica della Cattedrale di Notre Dame, nel centro di Calais, città nel nord della Francia dove converge un gran numero di transitanti che sperano di raggiungere il Regno Unito. La Casa ospita uomini fragili ai quali viene offerta protezione, assistenza sanitaria, accoglienza, oltre che attività ricreative. L’idea di fondo è di non essere solo una foresteria, ma un luogo di condivisione e di relazioni. Dall’inizio della sua attività, gennaio 2024, la Casa ha ospitato oltre 150 transitanti e ha inoltre fornito ospitalità occasionale anche ai familiari di vittime di naufragio.

Edi si sentiva come in gabbia, Edi era come intrappolato da lungo tempo in una terra di nessuno: davanti a sé un braccio di mare, neppure tanto esteso, con la sponda inglese che, nelle poche giornate di cielo limpido, sembra tanto vicina da poterla toccare. E però percorrere quelle poche miglia marine costa tanti soldi e fa tanta paura, perché la spiaggia alla quale si approda è davvero l’ultima: oltre non c’è più nulla, oltre non c’è un altro nord da sognare.

Davanti a sé il mare, dunque, e alle sue spalle un’Europa che sembra non volerne sapere nulla di lui. Eppure, se solo gli venisse chiesto, Edi ha molti talenti e sa parlare le lingue del mondo: ha un ottimo inglese, comprende il francese, anche se ha pudore a parlarlo e conosce la lingua dei persiani e quella degli indiani, si intende bene con gli arabi e c’è poi la sua lingua madre, l’amarico: lingua antica con un proprio alfabeto fatto di segni per noi così misteriosi. Edi è etiope, ma quando gli viene chiesto lo dice con un mezzo sorriso come a suggerire che non è poi una cosa per lui troppo importante.

Della sua terra natale adora la musica, così intrisa di ritmi reggae e dub. Pochi lo sanno ma la bandiera dai colori verde, giallo e rosso associata spesso al mondo della musica reggae non è quella della Jamaica, ma quella dell’Etiopia: il perché è una lunga storia di antichi scambi, di spiritualità, di sogni ed idee giuste affidate alle persone sbagliate ed è comunque un’altra storia…

Edi ha tutta l’aria del cantante reggae, con un berretto perennemente calato sulla testa, un folta barba crespa, fisico brevilineo e agile. Ama il cinema di animazione, Edi e ne è un grande conoscitore. Sul muro della sala di Maison Effata c’è un buffissimo topone rosa dalle grandi orecchie, disegnato da lui che a guardarlo mette subito il buon umore.

Cercare in Francia un posto per lui

Quando Edi è entrato nella casa la fiducia in sé stesso la calpestava con i propri tacchi ad ogni passo pesante. In casa non ha incontrato il miracolo, ma semplicemente un po’ di ascolto, riconoscimento e una chance per mostrare le sue capacità: la stessa organizzazione che ce lo aveva segnalato gli ha proposto di diventare un operatore volontario ed è stato commovente vedere con quale entusiasmo è uscito di casa per andare al suo primo turno di servizio. Era pronto con due ore di anticipo e sospetto che non abbia dormito per l’agitazione.

Calais confine

Ora è una figura di riferimento per tutti i nuovi ospiti della casa e non solo, dal momento che è lui che viene a rimbrottarmi se tardo ad andare a tavola quando la cena è pronta. Nel fine settimana aiuta anche altre organizzazioni umanitarie sul territorio: “i’m a business man, now”, dice ridendo. Ha deciso di dare una chance al paese che gli sta dando una piccola chance, ha deciso di smettere di guardare verso il mare e di cercare in Francia un posto per lui.

Succede anche questo, qui al Passo Nord e lui non è certo il solo Edi anzi, per essere sinceri, Edi non è certo il suo vero nome. Se volete sapere come si chiama davvero vi toccherà venire a cercarlo qui a Calais per chiederglielo: probabilmente lui vi farà un mezzo sorriso come a suggerire che non è poi una cosa troppo importante.

Questa è solo una delle tante storie e testimonianze dei nostri volontari e delle nostre volontarie che ogni giorno scelgono di mettersi in gioco. Clicca qui per leggere la storia del Generale, che abbiamo vissuto a Maison Effatà e che portiamo ancora nel cuore.

Per riuscire a tenere aperte le porte delle nostre Case a Calais, Ceuta, Cape Town e Roma, abbiamo bisogno di te. Il tuo supporto si trasforma in protezione immediata per le persone in movimento, come Marwan.

Altre storie di accoglienza

L’accoglienza cambia il mondo, una persona alla volta.

Per tenere aperte le porte di queste Case e per offrire protezione, accompagnamento psicologico, orientamento legale, formazione e percorsi verso l’autonomia

cambia il mondo: scegli di accogliere

2026-08-06T10:20:14+02:00
Torna in cima