Il SIMN Europe Africa lancia attraverso l’ASCS la sua campagna in sostegno delle vittime della guerra in Ucraina

NOTA ALLA STAMPA

«Come missionari scalabriniani di Europa e Africa non possiamo restare fermi di fronte all’ennesima crisi che ha toccato l’umanità in cammino. Oggi vogliamo entrare in azione per supportare anche tutte le persone che fuggono dalla guerra in Ucraina, indipendentemente dalla loro cittadinanza».

Nasce così #WeCareForUkraine, una campagna di raccolta fondi e sensibilizzazione con cui il SIMN Europe Africa, attraverso l’ASCS – Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, vuole dare una risposta concreta a questa nuova emergenza umanitaria che sta sconvolgendo la vita di milioni di persone e ha già portato molte vittime ucraine a cercare aiuto nel nostro territorio.

Supporto ai migranti in fuga dalla persecuzione

Una situazione drammatica le cui dimensioni aumenteranno nelle prossime settimane. «Come missionari scalabriniani di Europa e Africa siamo da sempre sensibili ai tanti conflitti che ancora oggi si combattono nel mondo – si legge sulla pagina che il sito di ASCS ha dedicato all’iniziativa, ascs.it/wecareforukraine – Nei nostri progetti e missioni, ci impegniamo ogni giorno per offrire il nostro supporto alle vittime di ogni esodo umano, ai tanti migranti e rifugiati in fuga dalla povertà, dalla persecuzione, dalla guerra, dalla disperazione».

Nella sua riflessione di accompagnamento al lancio dell’iniziativa (L’Ucraina e le migrazioni: uno sguardo storico per capire mutamenti e tensioni di oggi) il vicepresidente ASCS padre Lorenzo Prencipe denuncia anzitutto «l’uso strumentale delle parole per descrivere il tragico esodo dei profughi che fuggono dall’Ucraina. Quelli che fuggono la violenza della guerra sono donne, bambini, uomini, cittadini ucraini, spesso bianchi e cristiani, ma anche immigrati di paesi terzi, a volte neri e musulmani, accomunati tutti dalla stessa paura della guerra o dei lager libici e dalla stessa voglia di vivere. E per questo non possono essere né etichettati come “profughi veri” e “profughi finti” (come qualche politico italiano ha cercato di sostenere)».

L’impegno di #WeCareForUkraine si articolerà in modo da rispondere a tre emergenze: sociale, abitativa e sanitaria. La collaborazione con le realtà locali che hanno attivato raccolte di prodotti medici e alimentari da inviare in Ucraina o nei paesi di confine permetterà di coprire i bisogni essenziali; il sostegno alle persone in arrivo dall’Ucraina (alcune già accolte nei progetti ASCS in Italia) continuerà con l’accompagnamento nella ricerca abitativa; infine, il progetto WASI (sportello psicologico per donne migranti), già attivo per la Comunità Ucraina di Milano), aumenterà il numero di incontri singoli e di gruppo con psicologhe madrelingua.

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