Da oltre vent’anni Calais, il porto europeo più vicino alle coste britanniche, è teatro di un flusso costante ed elevato di migranti in transito che tentano di raggiungere l’Inghilterra con mezzi di fortuna. I migranti provengono principalmente dai paesi del Corno d’Africa – in particolare dal Sudan – e dal Medio Oriente e dall’Asia centrale. Si tratta per lo più di uomini soli, ma non mancano donne, bambini e interi nuclei familiari.
Per precisa scelta politica, l’intera accoglienza istituzionale è concentrata in centri distanti dalla costa francese o comunque scarsamente collegati ad essa. Le politiche adottate dalle amministrazioni locali e dal governo centrale si concentrano sull’aspetto della sicurezza: contrastare gli insediamenti informali di migranti e dissuadere le partenze.
Il viaggio verso il Regno Unito avviene principalmente in due modi: acquistando, a caro prezzo, un posto su uno dei gommoni che organizzazioni criminali mettono in mare quando le condizioni meteorologiche lo permettono e la sorveglianza si allenta, oppure introducendosi clandestinamente a bordo dei numerosi mezzi pesanti che ogni giorno si imbarcano sui traghetti che attraversano la Manica.
Il crescente dispiegamento di forze e mezzi, finanziato in larga parte dal governo britannico, rende sempre più difficili le partenze, che avvengono da luoghi sempre più periferici e in condizioni di sicurezza sempre più precarie. Pur essendo distanti dai numeri della rotta mediterranea, non mancano gli incidenti, talvolta mortali. Nel 2024 si sono registrate oltre cento vittime, mentre dall’inizio di questa emergenza umanitaria i morti superano le cinquecento unità. Sempre nel 2024, circa 65.000 richiedenti asilo hanno raggiunto le coste britanniche.
I migranti in transito che arrivano a Calais vivono in accampamenti informali di varie dimensioni – le cosiddette “jungle” – per lo più situati ai margini della città, presso stabilimenti dismessi o in aree di fitta vegetazione incolta. Con il tempo, il fenomeno delle jungle si è esteso anche ad altri centri della Costa d’Opale, principalmente Dunkerque e Boulogne-sur-Mer. Gli sforzi delle amministrazioni locali sono tutti orientati a rendere invisibile e marginalizzare il fenomeno, spingendolo fuori dai centri urbani.
Di fronte all’ostinato rifiuto di affrontare la questione da un punto di vista umanitario, le organizzazioni operanti sul territorio hanno costituito una rete molto coesa ed efficace. La rete si occupa della distribuzione di beni di prima necessità, generi di conforto, offre servizi di orientamento e accompagnamento a livello legale, burocratico e sanitario.
L’ambito dell’accoglienza resta quello in cui si avverte maggiormente il bisogno di intervento. A Calais sono attive tre case di accoglienza – tra cui Maison Effatà – che, pur essendo ben lungi dal soddisfare l’intero bisogno abitativo, offrono riparo e conforto almeno ad alcune delle persone più fragili.
Cosa fa ASCS a Calais
Dall’inizio del 2024 ASCS con i suoi operatori e i suoi volontari anima le attività di Maison Effatà, casa di accoglienza per migranti transitanti in grado di ospitare dieci persone, dando priorità ad individui con fragilità, dovute ad infortuni occorsi durante il viaggio o a patologie pregresse o comunque persone particolarmente provate dalla vita negli accampamenti informali.
Maison Effatà si propone di essere qualcosa in più di una foresteria e di essere anche un luogo di incontro e dove si favorisce la relazione. I beneficiari partecipano alla gestione della vita di casa, contribuendo alla cura e alla pulizia dei locali, preparando da mangiare insieme allo staff, ciascuno compatibilmente con le possibilità che le proprie condizioni psicofisiche gli danno. Lo staff della Casa svolge attività di accompagnamento e orientamento in ambito sanitario e anche burocratico, di concerto con le altre organizzazioni presenti a Calais. Organizza attività creative e ricreative delle quali gli abitanti della casa non sono solo fruitori ma attori e promotori. I volontari ASCS a Calais collaborano inoltre con attività esterne e partecipano alle iniziative proposte dalla rete delle organizzazioni.
Maison Effatà è inoltre membro attivo della rete Toiles che raduna case di accoglienza su tutto il territorio francese. Tutte le attività dello staff di Maison Effatà si svolgono con la collaborazione e sotto la supervisione dei padri Scalabriniani di Calais.