Vite che cercano Vita

giovane migrante suona la chitarra

Ciao! Sono Elisa, ho 21 anni e ne ho vissuti 19 in una piccola comunità di famiglie che hanno scelto di vivere insieme in un paese in provincia di Asti. Attualmente sto frequentando il terzo anno all’università di Torino, città in cui vivo ora, provando a studiare un po’ di arabo standard e qualche aspetto delle culture connesse a questa lingua super affascinante. Nella vita mi piace danzare, parlare, giocare, osservare, camminare e stare ogni tanto a testa in giù.

L’incontro con ASCS e il campo di Oulx

Ho conosciuto ASCS e il gruppo di Animazione giovanile “Più Ponti Meno Muri” al campo invernale di Confine Oulx del gennaio 2023, consigliato da un’amica incontrata a Sarajevo durante un’esperienza con Caritas. In quei pochi giorni fu arricchente scoprire la realtà di transito del piccolo paese in Val di Susa, ma ciò che mi portai a casa fu la voglia di fare e di attivarmi tra coetanei. Ritrovai, infatti, nello stile di ASCS una certa coerenza che accese speranza in me: dalla scelta del cibo etico, all’atteggiamento verso le persone in movimento, all’attenzione e cura verso i volontari, ai momenti di riflessione ed elaborazione, fino alla cura nelle relazioni post-campo per permettere ai semi piantati in quei pochi giorni di crescere.

Gruppo di giovani che ha partecipato ad un weekend di volontariato con ASCS

Portare “The Game” tra le colline astigiane

Tornata a casa ho subito cercato di organizzare un laboratorio per portare “The Game” tra le colline canellesi. La prima volta che giocai a “The Game” fu molto intensa e utile a prendere maggiore coscienza di alcune dinamiche migratorie esistenti e che, anche se vissute in un gioco di ruolo, sono in grado di suscitare veramente emozioni forti e, unite poi alle giuste informazioni, possono far scattare una certa fame di giustizia, una delle caratteristiche dello spirito di ASCS.

giovani che giocano a The Game: gioco di ruolo per mettersi nei panni di una persona migrante lungo la rotta balcanica

L’esperienza al confine: un mese a Ceuta

In seguito, sono stata coinvolta nel gruppo di animazione giovanile di “Più ponti meno muri”, il che mi ha permesso di partecipare a molti incontri con altri/e volontari/e, sempre molto arricchenti: nella condivisione di esperienze, pensieri, emozioni, prospettive si cresce insieme. Ogni volta si torna a casa con dei fili nuovi intrecciati che mirano alla costruzione di una solidarietà condivisa.

Dopo aver attraversato con varie esperienze certi luoghi di confine come Oulx e Trieste, quest’estate mi sono lanciata in un’esperienza all’estero con ASCS. Sono stata infatti circa un mese nella casa di accoglienza a Ceuta come volontaria. È stata un’esperienza molto importante e significativa che mi ha lasciato tanti interrogativi sul mondo e in particolare su quel luogo di frontiera, quella terra di mezzo attraversata da così tante vite che cercano Vita. Le relazioni in questi contesti sono spesso complesse, ma proprio da questa complessità nascono incontri veramente profondi.

Le dinamiche geopolitiche del mondo hanno reali conseguenze sulle persone e lo vediamo ogni giorno, ancor di più in questi contesti in quanto importanti crocevia di movimenti migratori. Nessuna storia è facile e ogni essere umano si porta dietro mondi complessi e articolati che, nell’incontro con l’altro, possono prendere valore e sentirsi riconosciuti. Riconoscere l’altro e insieme permettere all’altro di riconoscerti è un atto potente, che dona forza. Ci si dona Vita, ed è questo che gli esseri umani cercano.

momento di gioco con i migranti durante un weekend di Confine Trieste.

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    2026-02-06T11:51:34+01:00
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